venerdì 15 novembre 2024

Uno strano dialogo


 








Non basta osservare le apparenze per emettere subito un giudizio.


Di seguito presento una metafora 


-Cosa sono io?


-chiese il sale allo zucchero visto che nessuno gli aveva mai detto cosa fosse. 


-Sei sale-rispose lo zucchero.

- Come te?

- No, io sono zucchero

- E come fai a dirlo? 

Guarda bene amico, siamo uguali

 -replicò il sale.


Sembriamo identici, ma siamo diversi.


- Non ci credo, sono sicuro di essere zucchero anche io


Poi un giorno qualcuno versò un cucchiaino di sale in una tazzina da caffè.


- Zucchero?

- Sì?

- Devo chiederti scusa, avevi ragione.

- Ti sei reso conto di essere diverso da me?


- Sì, sai, ho visto che se versano un cucchiaino di me nel caffè lo fanno per errore perché è te che vogliono aggiungere nel caffè, non me. 


Io nel caffè non vado bene, mi buttano via.


- Non temere, a volte abbiamo bisogno di un incidente di percorso per comprendere chi siamo davvero e  qual è il nostro giusto posto.


- E pensi che anche io abbia un posto giusto?


- Certo, tutti ne abbiamo uno.

- Ma perché se siamo diversi dentro, se abbiamo un posto diverso dove stare, in apparenza io e te siamo uguali?


- Per ricordare che è facile sembrare altro, confondersi, forviare, che bisogna un po' perdersi prima di riuscire a trovarsi.

giovedì 14 novembre 2024

Gli effetti della rabbia




Come la paura, la rabbia provoca una risposta istintiva allo stress che è fondamentale per la nostra sopravvivenza come specie. 

La rabbia attiva aree primitive del cervello, le ghiandole surrenali del corpo amplificano la produzione di adrenalina  e altri ormoni.

La frequenza cardiaca e respiratoria aumentano, la vista si acuisce, le vie aeree nei polmoni si espandono e il tuo cervello e i tuoi muscoli vengono inondati di carburante extra: ossigeno e glucosio. 

Cercare di reprimere la rabbia può essere malsano.

 Lasciarla uscire può, beh... il risultato dipende da come si dirige l'energia.

La rabbia può portare ad azioni e risultati orribili, ovviamente, le cose che fanno notizia ogni giorno.

Se la rabbia motiva risultati sani o disastrosi dipende almeno in parte dagli obiettivi in mente.

Ad esempio, se stai perseguendo l'obiettivo di avere ragione in una discussione con il tuo coniuge o collega di lavoro, ciò potrebbe portarti a esprimere rabbia nei suoi confronti, o persino aggressività. 

Potresti riuscire a dimostrare di avere ragione, ma sarebbe dannoso per la tua relazione futura, il che avrebbe un impatto negativo sulla tua felicità complessiva.  

Quando sei arrabbiato, il tuo calcolo mentale gonfia l'importanza che dai al tuo benessere e ai tuoi obiettivi a scapito di quelli degli altri.

La rabbia umana, con la minaccia della violenza alle spalle, è una delle ragioni per cui i forti sono sopravvissuti nel corso della nostra storia evolutiva. 

Ancora oggi, le prove suggeriscono che gli uomini più forti si arrabbiano più facilmente degli uomini più deboli. 

Che ciò sia vero o no non è ben stabilito nella letteratura.

Gli uomini tendono a esprimere la loro rabbia in modi apertamente aggressivi più spesso delle donne, ma la ricerca mostra che tutti i sessi provano rabbia a ritmi simili.

Quando ci arrabbiamo davvero, la situazione può rapidamente peggiorare molto. 

Il cervello diventa iperanalitico e perdiamo empatia per le altre persone. 

Cominciamo a disumanizzarle, esattamente il tipo di veleno che vedi in gran parte del discorso politico e sociale di questi tempi.

 In sostanza, senza un po' di gestione della rabbia, non riusciamo a vedere dritto.

In condizioni di rabbia, c'è così tanta minaccia in corso che tutto è ora una minaccia. 

Tutto è visto attraverso la lente della minaccia. 

È molto difficile in quel contesto concentrarsi sul lato migliore del comportamento delle altre persone, che è ciò che ti aiuta a calmare le tue emozioni.

mercoledì 13 novembre 2024

Un medico incompetente e arrogante




Purtroppo, me lo ricordo ancora, un assurdo avvenuto tantissimi anni fa,  anche perché dopo che lo sbaglio fu evidente ( cosa che può succedere) il medico continuo' ad insistere sulla sua posizione e si arrabbio' tantissimo con i miei coinquilini reduci di questo racconto.


Adesso questo medico per fortuna non esercita più, sicuramente sarà in pensione. 


Il mio coinquilino Antonio, si  presentò a casa mia con una gamba malmessa dicendo che gli faceva male e gli bruciava. 


Tempestivamente informammo i figli, che si precipitarono a casa del padre.


Luigi e Andrea chiamarono il medico di famiglia il quale, telefonicamente dalla descrizione ottenuta sul suo paziente disse che si trattava di una semplice  flebite da curare.


Fatto sta che Antonio, non solo non guariva ma cominciò ad avere la febbre alta e la macchia rossa sulla gamba si allargò sempre di più necrotizzando il tessuto.


Di fronte alle sofferenze del padre, i figli decisero di portarlo all'ospedale e grazie ad uno specialista di malattie infettive fu riconosciuto che la flebite,  era solo una conseguenza della malattia che il medico di famiglia non aveva riconosciuto.


 Antonio, in ospedale fu curato e guarì, ma la cosa assurda fu, che quando tornarono dal medico di famiglia, costui, si alterò con i figli e li trattò malissimo solo perché gli fecero presente che l'ospedale gli aveva dato una diagnosi diversa. 


Disse loro che non dovevano permettersi di mettere in dubbio le sue diagnosi e che erano degli ingrati e ignoranti, a quel punto gli suggerì a trovarsi un altro medico cosa che fecero subito


Non fu sporta alcuna denuncia, anche se sarebbe stata una cosa da fare nei confronti di un medico incompetente presuntuoso e arrogante. 


Purtroppo da un lato, ci sono medici che non dimostrano la competenza necessaria o non si pongono nella giusta disposizione d’animo per ascoltare e comprendere le necessità dei pazienti questo può portare a diagnosi errate, trattamenti inadeguati e, in alcuni casi, o un danno fisico o emotivo significativo. 


Dall’altro lato, un atteggiamento arrogante da parte di un medico può minare la relazione di fiducia con il paziente, che è fondamentale per il trattamento efficace. 


La professione medica si fonda su un equilibrio tra competenza tecnica, empatia, e una comunicazione aperta. 


Quando un medico non è in grado di mettersi in discussione o di ascoltare il paziente, rischia di compromettere il rapporto terapeutico e l’efficacia del trattamento stesso. 


In alcuni casi questo atteggiamento, può essere un riflesso di insicurezze personali o di un sistema sanitario che non permette di dedicare il tempo necessario a ciascun paziente. 


In sintesi, la salute è un bene prezioso è il rapporto con i professionisti della salute, dovrebbe basarsi sul rispetto, trasparenza e competenza reciproca l’arroganza e l’incompetenza non dovrebbero  avere posto in un ambiente che si occupa del benessere delle persone.

martedì 12 novembre 2024

L’altruismo visto con gli occhi di un bambino



 




Il concetto di altruismo invita a una riflessione profonda, poiché coinvolge questioni legate alla natura umana, alle motivazioni personali e all’etica. Il termine altruismo significa agire per il bene degli altri, spesso a discapito del proprio interesse personale. 

Tuttavia è interessante chiedersi se esista un altruismo completamente disinteressato o se anche nelle azioni più generose, vi sia una componente di gratificazione e di ritorno anche se emotivo psicologico.

In filosofia alcuni studiosi hanno dibattuto sull’altruismo puro sia possibile, o se ogni azione umana sia motivata in qualche misura all’autointeresse


Altri, come gli utilitaristi, potrebbero sostenere che l’altruismo contribuisce ad un benessere collettivo e quindi è giustificato. 

In ogni caso, l’altruismo è una delle qualità che possono rafforzare i legami sociali e migliorare la coesione all’interno della comunità portando a una maggiore empatia e solidarietà


La vicenda umana di Gabriella ci deve indurre a riflettere.

"Oggi, dopo che Emma è uscita dal negozio, sua  figlia ha fatto qualcosa che l’ha fatta davvero fermare e pensare. 


C'era un ragazzo seduto lì che piangeva e Gabriella mi ha chiesto 'hai visto quell'uomo piangere? 


Cosa c'è che non va in lui?' 

“forse ha caldo e sete".


Gabriella, si è avvicinata a lui e gli ha parlato"ciao signore, non essere triste, è una bella giornata,". 


Perché non vai a casa, stare seduto lì a terra si sporca!’ 


Mauro le confessa che non ha casa e che sta bene. 


Gabriella con sguardo triste tenta di capire è una bambina di soli 9 anni, e continua a chiedergli "quindi significa che sei senza casa e non hai cibo".


Girandosi verso sua madre, la bambina, le diede qualche spicciolo dalla borsa e suggerisce all’uomo, un pasto caldo: “Per favore, vai a mangiare, mi farebbe felice. 


Mamma e figlia hanno avuto il piacere di soffermarsi  con Mauro a chiacchierare, ci ha spiegato che la sua roulotte è andata distrutta in un incendio e ha perso tutto, anche sua moglie 


Una bambina di 9 anni dà esempio di altruismo, solo pensarlo è bellissimo…


I bambini non vedono colori ed è esattamente così che dovrebbe essere il mondo.


Non è solo un'affermazione che dice che i bambini sono il nostro futuro, è un dato di FATTO.