venerdì 24 gennaio 2025

La paura uno stato d’animo

 



Il termine, paura è menzionato come uno stato d'animo, costituito da apprensione e ansia, che si prova al pensiero o alla presenza di un pericolo


La paura è un presupposto dell’essere che teme per la propria sopravvivenza e si manifesta con una rottura dell’equilibrio psicologico e fisico, mettendo in guardia, così, corpo e anima per la difesa comune contro la minaccia. 


Il corpo e l’anima si coalizzano per la battaglia comune e per sconfiggere lo stesso nemico.


Il corpo utilizza strumenti che gli sono propri e cioè, idioti.


Recupera dai propri ricordi storici reazioni o atti comportamentali che, anche in modo ingiustificato, hanno prodotto risultati utili in situazioni simili. 


Per esempio, se in eventi precedenti la paura è stata attenuata da un urlo irruente, il corpo adopererà lo stesso meccanismo che in quel caso aveva ottenuto un effetto positivo. L’opportunità per la scelta dell’azione accampata  è garantita soltanto dal ricorso storico.


La stupidità del criterio consiste nell’applicare la regola meccanicamente e indipendentemente dell’evento che ha scatenato la paura.


L’anima, raffinata, invece, utilizza tecniche molto più articolate e personalizzate con le caratteristiche del soggetto.


Il mondo dell’anima, diviso tra la razionalità e l’istinto, si rivela attraverso livelli di profondità di pensiero e della sensibilità emotiva.


Il pensiero conduce al predire lo sviluppo del fenomeno in corso per regolare il grado di pericolosità a cui si va incontro. La sensibilità sperimenta l’intensità del dolore prossimo.


Unendo le tre tecniche si ottiene una conformità che nella stragrande maggioranza dei casi è sbilanciata.


Si fluttua tra reazioni che vanno da quelle solo fisiche, con buio completo della razionalità e grande esperienza di dolore, per giungere a quelle fredde, indifferenti con grande chiarezza di riflessione e assenza di dolore. 

 

Ciascuno di noi sceglie un luogo in questa rampa del “percepire” la paura.  

giovedì 23 gennaio 2025

Pensiero speciale




Vivere insieme ed amarsi è un compito da svolgere in complicità attraverso i modi dell’amore.

Amici miei, Siate attori inseparabili del più bel film della vostra vita.

La sorpresa del riscoprirsi è sempre qualcosa di straordinario e diventa emergenza del cuore quando è chi ami a sollevare emozioni indescrivibili.

Ho raccolto nel mio cuore ogni sguardo dolce.

Ho nascosto nell’anima i modi gentili.

Tutto questo è un tesoro che porto con me ed è il mio pensiero felice nei miei momenti tristi.

La mia vita  è cominciata quando ho iniziato ad amare. Ho imparato come rivolgermi al mondo … nella dolcezza e sincerità… ho riempito il mio vivere del nettare degli dei. 

È inutile dire del mio bene … oltre l’emozione non c’e’ altro di più meraviglioso… 

Grazie pensiero … mi rendi così speciale.

mercoledì 22 gennaio 2025

Il sentiero della vita






L’essere umano è complesso, tentare di conoscerlo nel suo complesso è un’impresa affascinante quanto presuntuosa.

Molti studiosi si sono avventurati e hanno tirato fuori qualche teoria interessante, ma restano comunque idee discutibili, anzi, hanno gettato benzina su un fuoco che era già incendio.

Un fatto è certo. Ognuno di noi nascendo è costretto a sopravvivere.

 Questa incombenza è un macigno che ci portiamo sulle spalle e che ci impedisce di guardarci attorno. 

Non riusciamo, per la fatica, nemmeno a guardarci fra noi, poiché rimaniamo paralizzati dalla diffidenza.

Solo parvenze di intimità ci leniscono il dolore di una solitudine voluta da una natura, di cui facciamo parte, ma non ne siamo padroni.

Essere consapevoli che la vita dovrà terminare ci forza a pensare alla morte.

Il crudele automatismo si innesca così: “So di dover morire e cerco di non pensarci, occupando il tempo a trovare il sistema migliore per dimenticare”. 

Alla fine del percorso molti si rendono conto che hanno rincorso la propria coda, consumando il prezioso tempo vita.

Mi ricorda la storia di un cane che, lasciato solo per intere giornate, al rientro del suo padrone, iniziava a rincorrere la propria coda impedendo al padrone di


Vi apparirà evidente che il cane divorato dall’ansia di rivedere il proprio padrone, perdeva tempo inutilmente prima di consumare il suo piacere di essere accarezzato. 

In altre parole, il surrogato di un piacere ha fatto in modo che si sia dimenticato il vero piacere.

È verosimile pensare che, conducendo una vita tutta presa dal lavoro, diventi inevitabile posticipare o a non occuparci mai di questioni più vicine alla sfera umana. 

Ed ecco che l’età e la cultura intervengono come bastone e carota per il povero uomo.

L’età, mentre avanza, ti costringe a sentire sempre più forte il peso del macigno e ti fa sperimentare a piccoli passi che cosa significa morire.

 La cultura, come una droga, ti fa dimenticare il peso del macigno e abbassa la sensibilità alla stanchezza, sebbene a intervalli di tempo ti illuda di essere così speciale nell’universo fino a far apparire la morte come un’antipatica sosta o un angusto passaggio della natura.

 Resta innegabile che accettare il pensiero della morte è un passaggio durissimo. 

Solo la religione e il fascino del mistero potrà aiutarci a precorrere quei sentieri visti sempre lontani, poiché in questi percorsi non c’è bisogno di ragionare; basta la fede e la speranza.

martedì 21 gennaio 2025

Due vite parallele

 



 Rita, una madre sola e coraggiosa, amava i suoi figli, Diego e Jacopo erano nati gemelli e lei era ignara del destino che li avrebbe separati. 

Si prospettavano tempi difficili per lei e i suoi figli e la vita di campagna era già dura di per se e non l’ aiutava.


Un giorno, Rita suo malgrado, aggravata da ristrettezze economica , fu costretta a prendere una decisione dolorosa: separare i suoi figli non potendo prendersi cura di entrambi, Jacopo fu affidato a una famiglia benestante, mentre Diego rimase con lei. 


Crescendo in mondi separati, i gemelli ebbero vite completamente diverse. 

Diego rimase ancorato alla semplicità della vita di campagna, imparando a coltivare la terra avendo cura della fattoria. 

Il ricordo del fratello svaniva piano piano, diventando una sorta di ombra, un sogno lontano che ogni tanto affiorava nei suoi pensieri. 


Jacopo, al contrario, ebbe  accesso a un'educazione eccellente e crebbe tra lusso e opportunità, ma sempre con una sensazione di vuoto. Sentiva che una parte di sé che  gli mancava, come se ci fosse un pezzo della sua vita che non riusciva a collocarsi da nessuna parte.


Un giorno mentre si trovava in casa nello studio del padre, rovistando in un cassetto, trovò una vecchia foto di lui da bambino con una donna, verosimilmente sua madre accanto a un altro bambino identico, ma i suoi genitori non gli parlarono mai del passato. 


Trascorsero anni. Entrambi si sposarono, ebbero figli e si costruirono vite indipendenti. 

Fino a quando, accadde qualcosa di straordinario. 


Un giorno,  Diego ricevette una lettera da un’organizzazione che si occupava di ricongiungimenti familiari. Non riusciva a credere ai suoi occhi: Jacopo lo stava cercando. Dopo tutte quelle vite parallele, destini separati e anni di silenzio, il fratello perduto voleva incontrarlo. 

Decisero di vedersi nella vecchia fattoria, dove tutto era iniziato. 


Quando finalmente si trovarono era come guardarsi allo specchio, ma con i segni degli anni trascorsi. Si abbracciarono in silenzio, consapevoli che nessun tempo passato poteva cancellare quel legame innato. 


Si avviarono insieme verso la veranda della vecchia casa, la stessa che li aveva visti bambini. 

Jacopo teneva in mano una cornice con la vecchia foto che aveva trovato anni prima. La stessa immagine che Diego conservava, sbiadita, in un cassetto. 


Si sedettero sulla sedia a dondolo e guardarono la casa, sapendo che, nonostante tutto, si erano riconosciuti e nessuno li avrebbe più separati.