martedì 14 gennaio 2025

La genuinità negli occhi dei bambini

 



I bambini pongono domande che agli adulti appaiono strane e buffe. La verità è che non sanno elaborare i loro pensieri con la reticenza del pensare comune, frutto di una modifica guidata da paure e mancanze di ogni tipo.


Giacomo, un bambino di sei anni, chiese alla mamma: “Mamma, perché non posso vedere il sole?” 


“Perché vuoi vedere il sole?” la mamma ribaltò la domanda al figlio.


“Deve essere bello sai… e poi scoprirei la sua energia nel dare tanta luce.”


Camilla, tentò di dare una motivazione: “Il sole è una grossa palla di fuoco che ha il compito di scaldare la terra. Senza di lui, non potremmo vivere!”


Giacomo ci pensò e poi aggiunse: “Mamma tutte le cose che non si possono vedere saranno importanti, vero?”


“In un certo senso, sì!”


Camilla, si fece seria e si spiegò con un tenero pensiero: “Tesoro mio, devi sapere, che ogni persona  possiede un cuore e leggere nei cuori  é come voler guardare il sole. 

Troppo bello da guardare, impossibile da fissare.


 La luce del sole acceca e lo fa per dirti che non tutte le cose belle si possono guardare con gli occhi. 

Se vuoi ammirare il sole senza che ti accechi servono occhiali scuri… ma così vedi un semplice puntino luminoso. 


Esiste invece un modo più bello per scrutare nei cuori … cioè, cercare di imparare un mestiere che non dà danaro, ma benessere all’anima. 


Gli adulti lo chiamano Amore. Ne parlano in tanti ma lo praticano in pochi.”

Il piccolo Giacomo non capì tutto, ma intuì la bellezza del discorso della mamma.

lunedì 13 gennaio 2025

Oltre qualunque pensiero

 



Teresa una ragazza vivace aveva legato una grande amicizia con Elena.

Solitamente nei weekend, era lasciata sola dai genitori. Il padre era separato dalla madre la quale aveva intrapreso una nuova relazione con un altro uomo per cui spesso lasciava la figlia sola per incontrare il suo uomo.


Un fine settimana per trascorrerlo  in compagnia Elena invitó Teresa. Per l’occasione invitò anche suo cugino Fabio.


Le due ragazze, insieme a Fabio, avrebbero trascorso la notte del sabato in modo divertente e spensierato, ma qualcosa frullava nella testa di Teresa: Fabio non le era indifferente.


Aveva preso un vero abbaglio. Era bello, affascinante e aveva la capacità di farla sorridere, anche quando non lo faceva di proposito. Fu il classico colpo di fulmine. comunque, Teresa, tenne per sé questo scatenante sentimento.


Quella sera, dopo che Teresa si ritirò nella sua stanza per dormire, Elena non riusciva a smettere di pensare a Fabio. Era sdraiata lì nel letto a fissare il soffitto, chiedendosi se lui stesse  provando la stessa cosa. L'idea di intrufolarsi nella sua stanza si fece strada nella sua mente.


 Alla fine, trovò il coraggio. Con il fiato sospeso, scivolò fuori dal letto e si diresse in punta di piedi lungo il corridoio. 


La porta della camera di Fabio era leggermente socchiusa e, avvicinandosi, Elena sentì qualcosa che la bloccò subito: era un gemito.


All'inizio, non era del tutto sicura sulla natura di quel vago lamento; Poi, riconobbe le voci: erano quelle di Fabio e Teresa.


Il cuore di Elena sobbalzò. Ci volle un secondo perché si rendesse conto di cosa stessero facendo: lei e  nel letto. Non poteva credere a quello che sentiva.


Il suo stomaco si rivoltò fino a farla star male. Era così presa dai sentimenti per lui che l'idea di saperli copulare in quel momento le procurò un senso di vomito. Si allontanò dalla porta, cercando di elaborare quello che aveva appena sentito. 


La sua migliore amica, qualcuno di cui si fidava e pensava di conoscere bene, stava facendo qualcosa che le sembrava così inimmaginabile. 


E il fatto che stesse accadendo mentre era lì rendeva la cosa ancora peggiore. In quel momento, non era solo ferita. Era arrabbiata e disgustata. 


Arrabbiata con lui per averle fatto credere che ci sarebbe stato qualcosa di tenero con lei. Arrabbiata con l’amica per aver saputo cosa lei provava per lui e per aver fatto comunque questa scelta. Ma soprattutto, si sentiva tradita e forse anche stupida per essersi confidata proprio con lei.


Tornò nella stanza degli ospiti, chiuse la porta e restò seduta sul letto in silenzio per cercare di dare un senso a tutto.  Il resto della notte Elena la trascorse in totale confusione mentale. 


Ogni volta che ci pensava, provava di nuovo quell'ondata di disgusto. Come avevano potuto fare una cosa del genere? 


Come aveva potuto guardarla negli occhi e fingere che tutto fosse normale?


La mattina dopo, Elena non riuscì nemmeno ad affrontarli. Inventò una scusa per andar via il più presto possibile. Dopo quella notte, tutto cambiò. I sentimenti per Fabio svanirono completamente. Era come se la cotta che aveva preso fosse stata sostituita da un muro di repulsione.


 E la sua amicizia con Teresa? 


Quella era più difficile da abbandonare subito, ma sapeva che non poteva più guardarla allo stesso modo. Teresa provò a contattare Elena  un paio di volte, chiedendole perché fosse diventata così fredda, distante, ma la verità non venne mai fuori. 


Come si fa a tirare fuori quel tipo di argomento? 


Per un periodo pensò di aprirsi e chiederle come avesse potuto fare una cosa così orribile, ma la voglia di dimenticare tutto la fece desistere. Alla fine, Elena lentamente prese le distanze dall’amica. Smise di mandarle messaggi e l'amicizia svanì.


Da allora, Elena cambiò il modo in cui vedeva le persone. 

Quell’episodio le ricorda che non importa quanto bene pensi di una persona, c'è sempre un lato oscuro che non potresti mai conoscere e, a volte, quel lato è qualcosa che non vorresti mai vedere.

domenica 12 gennaio 2025

Pessimismo





 Incontrai Mario per caso e alla sua vista, come mio solito, cercai di illuminarlo con uno di quei sorrisi che si ostinano a testimoniare la bellezza dell’animo umano. 

Il suo sguardo mi sfiorò ma non dette il tempo al mio sorriso di produrre l’effetto naturale che solitamente induce. 

Si rivolse verso di me con un tono triste e con una postura corporale tipica del cane bastonato, dicendomi:

“Cara Paola, in questo mondo materialista e ipocrita, il sorriso è proprio di colui che ha tutto. 

Chi sorride è colui che si prende gioco dell'altro che non ha niente!

 Il sorriso che mi stai regalando, è un sorriso che pochi hanno; fatto di amore e sincerità. 

Il sorriso che vedo, è per lo più un sorriso che scaturisce nel vedere l'altro soccombere. 

Il vero sorriso lo vedo nei poveri e nei deboli; non quello falso e meschino dei potenti. 

Oggi il sorriso che spesso vedo, è quello del vincitore sul vinto”.

 Pochi istanti mi servirono per far nascere in me il desiderio di abbracciarlo e dirgli: “Caro Mario, le tue parole sono intrise di tanta tristezza. 

Ogni pausa al tuo pensare proietta in me sfiducia nel prossimo e poca stima di te stesso. 

Con la tua convinzione offendi me che provo a contagiare con la mia gioia il mondo e convincere il prossimo che siamo ciò che pensiamo di essere.

Pensa, invece, che ognuno di noi sia uno spettacolo della natura e che ha in sé tutto ciò che serve per far da padrone in questo mondo. 

Abbiamo tutto per essere felici, non aspettiamoci nulla dall’altri.

Gli altri non potranno indossare i nostri panni, nemmeno guidare per noi. 

Gli altri sono come noi, si stanno cercando!”.

sabato 11 gennaio 2025

Cerca la tua strada

 








Il mondo è cambiato molto negli ultimi decenni. 

Le dinamiche sociali, le infrastrutture, la tecnologia. 

C'è molta più libertà e scelta là fuori, ci sono stati così tanti cambiamenti. 

Il cambiamento positivo. 

È Il tipo di cambiamento che offre più opportunità a ciascuno di noi di vivere il proprio percorso.

Il problema è che siamo stati cresciuti in un sistema che non ha riconosciuto questo cambiamento. 

Ciò che ci hanno insegnato a scuola non è stato così utile.

Ci hanno chiesto di seguire le regole, di seguire l'esempio. 

Ma chi ha stabilito le regole? 

Chi è stato il nostro esempio? 

Persone di un'altra epoca. Persone che erano limitate nelle loro scelte.

Sai quante persone dicono: "Mi sento come se stessi vivendo la vita di qualcun altro, ma non la mia"?

Ci sforziamo di vivere una bella vita, di essere un buon genitore, un buon figlio o una buona figlia, un buon manager, un buon qualsiasi cosa.

 Il ruolo sociale che ci hanno insegnato a ricoprire. E quale "bene" ci porta?

Di solito, nessuno. 

Il problema non è che stiamo cercando di essere buoni, ma nel definire cosa significa "bene" per ognuno di noi individualmente.

Un saggio disse: “Più tempo trascorriamo su un percorso che non è nostro, più tempo ci vuole per muoverci verso un percorso che lo è."

Vivere una vita profonda significa che ti stai concentrando sulle cose che sono importanti per te e non sprecare troppo tempo su cose che non lo sono. 

Per quanto semplice possa sembrare, è un territorio inesplorato. 

È un percorso unico che ognuno di noi deve trovare.

Richiede curiosità, coraggio, tempo e impegno dedicati.

Richiede di avere le idee chiare sulle cose che contano di più, creando una bussola personale: uno strumento magico che ti aiuta nelle decisioni quotidiane o nei grandi cambiamenti della vita.