
I bambini ascoltano sempre, anche quando pare che siano distratti, assorti nei loro giochi o persi nelle loro immaginazioni.
L’ascolto infantile non è lineare come quello adulto non si limita alle parole pronunciate, ma ingloba gesti, toni di voce, silenzi, sguardi e persino le pause tra una frase e l’altra. È un ascolto totale, diffuso, che coinvolge l’intero corpo.
Un bambino osserva come ci muoviamo, come respiriamo, se sospiriamo dopo una telefonata, se alziamo gli occhi al cielo quando pensiamo di non essere visti. Tutto diventa informazione anche ciò che crediamo innocuo o trascurabile.
Gli adulti spesso commettono un errore confondono l’attenzione apparente con la capacità di comprendere. Pensiamo che un bambino distratto, che costruisce torri di Lego mentre parliamo, non stia ascoltando. Eppure, è proprio in quei momenti che assimila, filtra, trattiene. I bambini colgono l’essenza, non la forma.
Non hanno bisogno di comprendere un concetto in modo razionale per afferrarne il peso emotivo. Se percepiscono tensione, paura, rabbia o tristezza, la registrano dentro di sé, a volte senza parole per descriverla, ma con sensazioni precise che li accompagneranno a lungo.
Questo continuo assimilare è un processo circolare l’ambiente li nutre, loro lo interpretano, lo trasformano in pensieri, immagini, racconti interiori. Ciò che vivono diventa ciò che sentono; ciò che sentono diventa ciò che credono di meritare; ciò che credono di meritare diventa il modo in cui si relazionano agli altri.
È un ciclo silenzioso, discreto, che si svolge nelle ore della quotidianità, tra un rimprovero frettoloso e un abbraccio dato con il cuore.
Per questo, la responsabilità degli adulti non è spiegare tutto alla perfezione, ma comunicare con autenticità. Le parole sono importanti, certo, ma lo è ancora di più ciò che fanno trasparire il rispetto, la cura, la presenza.
I bambini capiscono molto più di quanto pensiamo non perché siano prodigi dell’intelletto, ma perché sono creature intere, immerse nell’esperienza. Noi crediamo di educarli attraverso i discorsi. In realtà, educano se stessi osservando come viviamo.
E allora, quando ci sembra che non stiano ascoltando, chiediamoci se siamo noi a non vedere come ascoltano con quella straordinaria sensibilità che appartiene solo a chi è ancora capace di imparare dal mondo senza pregiudizi.
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