mercoledì 26 novembre 2025

Quando il cuore sceglie ciò che la ragione teme



Innamorarsi delle persone sbagliate è un’esperienza comune, quasi universale. Non accade perché siamo ingenui o incapaci di giudicare, ma perché l’amore non nasce nella parte razionale della mente nasce nell’inconscio, in quel luogo dove memoria, desiderio e bisogno si intrecciano. Ci innamoriamo spesso di ciò che ci somiglia o, al contrario, di ciò che colma un vuoto che percepiamo dentro di noi. Il cuore, a volte, non cerca ciò che è sano cerca ciò che è familiare.

Ci sono persone che portano dentro ferite antiche, affettive o emotive. Senza accorgersene, riconoscono negli altri le stesse dinamiche che hanno vissuto in passato il genitore distante, il partner imprevedibile, la figura che dà tanto e poi ritira tutto. E anche se queste dinamiche ci fanno soffrire, hanno un sapore conosciuto. Così ci avviciniamo a chi ci fa sentire esattamente come ci siamo sentiti un tempo, pensando di poter riscrivere la storia o guarire ciò che non è stato guarito.

Un altro motivo è la proiezione scambiamo il potenziale per realtà. Vediamo l’altra persona non per ciò che è, ma per ciò che potrebbe diventare grazie a noi, al nostro amore, alla nostra pazienza. Trasformiamo l’innamoramento in un progetto di salvezza. Non amiamo l’individuo, amiamo il suo possibile cambiamento. Ma la vita ci insegna che nessuno migliora solo perché lo desideriamo. Ci ritroviamo allora a investire energie emotive in un rapporto sbilanciato, dove idealizzazione e delusione si alternano.

Esiste poi l’elemento del rischio, del “brivido”. Le persone complicate, instabili, narcisiste, imprevedibili attirano perché rompono la monotonia. Offrono emozioni forti, anche se dolorose. E nel breve periodo l’emozione intensa viene scambiata per passione. La calma, invece, viene confusa con la noia. Non ci accorgiamo che la serenità è un dono, mentre il caos è un debito.
Non bisogna però colpevolizzarsi ogni persona arriva nella nostra vita per farci vedere qualcosa. 

Le relazioni sbagliate insegnano i confini, la dignità, la misura dell’amore che siamo disposti a dare, e quello che abbiamo diritto di ricevere. Se impariamo ad ascoltare i segnali, il dolore diventa un maestro e non una catena. Il cuore, lentamente, smette di cercare ciò che lo ferisce e impara a riconoscere chi non lo usa come un rifugio temporaneo, ma come una casa.

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