
Il vuoto che lasciò era palpabile, un’assenza che riempiva ogni angolo.
Ogni stanza sembrava più grande, una volta piene di vita, sembravano quasi vuote ed era come se avessero parte della sua anima, quella luce che mio nonno portava con sé.
Mia nonna, che aveva trascorso tanto tempo accanto a lei, ora si trovava a fare i conti con una solitudine inaspettata, che gli stringeva il cuore lo rendeva più fragile.
La sua routine cambiò, le piccole cose che facevano parte della loro vita insieme ora sembravano prive di senso senza di lui.
La colazione insieme, le chiacchierate davanti alla TV, le mani che si sfioravano mentre si muovevano per casa, sembravano ormai un ricordo lontano.
Ogni mattina, quando si svegliava il primo pensiero era per lui, ma presto si rendeva conto che non c’era più. Eppure nella sua solitudine, continuava a sentire la sua presenza. Forse era una forma di consolazione, un modo per non lasciarlo andare completamente.
Nonostante il dolore che il più delle volte lo sopraffaceva, mia nonna cercava di mantenere una parvenza di normalità, di riempire il suo tempo con piccole attività, ma il vuoto dentro di lei sembrava impossibile da colmare.
Sporadicamente, cerano le visite dei parenti, ma la casa, pur accogliendo le visite non era più la stessa, le risate, di una volta, non c’erano più e quella solitudine divenne presto parte, della sua vita.
Gli piaceva guardare le fotografie ricordando i momenti di felicità che avevano vissuto insieme, le lunghe passeggiate mano nella mano impresse in un album di ricordi.
Forse, nel suo cuore, sentiva che la presenza di mio nonno che non lo avrebbe mai abbandonata del tutto, ma il silenzio che riempiva la casa raccontava una storia diversa, una storia fatta di mancanze ed una quiete che sembrava troppo dolorosa da sopportare.
C’era però un lato della sua forza che emergeva, anche in mezzo a tutto quel dolore, mia nonna non smetteva di vivere, anche se il suo mondo era cambiato.
Ogni giorno, cercava di rimanere attiva, di fare qualcosa, di non cadere nella disperazione.
La solitudine, a volte, sembrava più una compagna che un nemico.









